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venerdì 18 febbraio 2011

IO NON FESTEGGIO !!!

Sud, una volta terra felice che fu martoriata.
Sud, terra di conquista nordista, terra di stupri, di massacri, di campi di sterminio alle Fontanelle torinese.
Sud deriso, oltraggiato, imbrogliato, fatto schiavo da 150 anni, con il suo popolo che non ha la capacità di ribellarsi, neanche alle menzogne infami e oltraggiose raccontate dai “vincitori” nordisti.
Sud, fatta diventare terra di “terroni”, capaci solo di emigrare dopo essere stati derubati della loro economia, della loro cultura, della loro storia e della loro vera ed unica Nazione.
Sud oggi additato come il cancro dell’Italia, di quell’Italia che essi non chiesero, di quell’Italia che fu fatta contro di loro e non per loro e che, perciò, combatterono diventando così “briganti” invece che patrioti che difendevano la loro terra dagli invasori venuti dal nord. No, la resistenza del Sud fu bollata come una forma di banditismo caratterizzata da azioni violente a scopo di rapina ed estorsione e per questo Disraeli chiedeva, nel corso della seduta del Parlamento inglese dell’8 maggio 1863: «in base a quale principio discutiamo sulle condizioni della Polonia e non ci è permesso di discutere su quelle del Meridione italiano. È vero che in un Paese gl'insorti sono chiamati briganti e nell’altro patrioti, ma, al di là di questo, non ho appreso da questo dibattito nessuna altra differenza fra i due movimenti”.
Quanti morti, quante atrocità, quante ingiustizie. Prigionieri senza processi, internati nei campi di sterminio anche a soli quindici anni, privati di tutto, di cibo, di vestiti, di speranze nei campi si sterminio i cui primi ideatori furono i piemontesi dei Savoia.
Sud, vilipeso, calpestato, ingiuriato, trasformato nella sua vera identità e ridotto, oggi, in un popolo che non ha anima, e al quale quell’orrore dagli occhi vacui che risponde al nome di Bocca, nega addirittura la sua storia mentre il suo equivalente, Miglio, chiedeva di costituzionalizzare la camorra, negando così anche il sacrificio quotidiano di chi la combatte ogni giorno e non sapendo di cosa stesse parlando. Ed oggi si aggiungono gli affronti al Sud ad opera dei leghisti, che inneggiano al Vesuvio come unico rimedio per sanare Napoli.
Sud, terra alla quale fu tolta ogni dignità, ogni diritto, ogni avere, ogni speranza.
Mille volte no !!!
Io non festeggio l’unità d’Italia e non la riconosco perché essa ha annientato la mia storia di meridionale, essa ha cancellato le memorie dei miei avi, essa ha reso la mia terra schiava delle tirannia del nord e delle sue menzogne.
Rendo invece onore ai briganti, a quei veri patrioti, che lasciarono le loro famiglie per resistere al giogo degli invasori, a chi toglieva loro tutto.
Rendo onore e, nel mio piccolo, giustizia, a chi seppe conservare la propria dignità di uomo e di meridionale.
Ho repulsione per chi oggi è in politica e ricopre anche ruoli altissimi, ma non ha una parola per rivelare il dramma vissuto dalle donne e dagli uomini del Sud.